Tasse alte, servizi da migliorare: la posizione di Si Può sul Bilancio

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Nel Consiglio Comunale dedicato al Rendiconto di Gestione, Si Può ha evidenziato tre criticità principali: spese di manutenzione elevate per mancanza di investimenti programmati, bassa capacità di riscossione dei tributi e tassazioni comunali alte.

Data:

05 Maggio 2025

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Il Rendiconto Di Gestione che si è discusso nell’ultimo Consiglio Comunale ha il compito di illustrare come l’Amministrazione ha speso i soldi dei cittadini durante l’anno trascorso, tra gli altri punti l’adeguamento delle tariffe della TARI, tassa dei rifiuti. I problemi che noi consigliere di Si Può abbiamo appreso dalla lettura dei documenti e dalla relazione dell’assessore sono sostanzialmente 3.

  1. Anzitutto le spese di manutenzione sono alte perché gli investimenti per migliorare le strutture e gli edifici comunali non erano stati programmati in tempo.
  2. In secondo luogo il comune stima di non essere capace di riscuotere contributi e contravvenzioni dai cittadini, e quindi un enorme somma di denaro viene tenuta da parte per coprire questo mancato incasso.
  3. Il nostro è uno dei comuni con la tassazione più alta. Crediamo che i cittadini siano legati al comune da un patto. I primi hanno il dovere costituzionale di contribuire alle finanze del Comune e del nostro Stato, ma il Comune in cambio deve garantire servizi efficienti e accessibili a tutti. Da molto tempo i cittadini versano le aliquote più alte ma non vedono un’offerta sufficiente ne’ migliorativa dei servizi come il trasporto pubblico, la gestione del verde, la manutenzione di strade e marciapiedi, l’illuminazione pubblica o nei servizi alla persona in situazione di fragilità. Il Comune deve riscuotere adeguatamente i tributi, ma è pericoloso trascurare quel patto implicito con i cittadini, bisogna evitare la sfiducia nella contribuzione. Un segnale importantissimo che anche il Comune può dare per fare la sua parte di “dovere costituzionale” è applicare il principio della progressività fiscale anche all’addizionale IRPEF comunale, ad esempio. Ce lo dicono i dati ufficiali del Ministero dell’Economia: ci sono centinaia di comuni governati sia dal centrodestra che dal centrosinistra che hanno diverse fasce di aliquota per questa imposta, in base al reddito delle persone. Per citare alcuni esempi, Cernusco e Cassano adottano un’esenzione per i cittadini sotto una certa soglia di reddito. Invece Trezzo e Gessate hanno sia un’esenzione per la fascia bassa, che scaglioni graduali di imposta. I cittadini che hanno meno non possono pagare la stessa percentuale di quelli che hanno di più, lo dice la Costituzione e dovrebbe valere anche per le addizionali comunali. Tanto più che le spese per la mensa sulle famiglie a basso reddito sono ancora alte e aumenta ancora la TARI. 

Crediamo quindi che manchi una visione seria sul lungo periodo e che la carenza di uno sguardo concreto sugli investimenti possibili, la scarsa capacità di intercettare risorse economiche da altre fonti come i bandi, impedisca di fatto di liberare denari da reinvestire nei servizi. Si rimane ancorati al concetto che i servizi si possano offrire solo tramite la tassazione, senza ampliare lo sguardo su possibili nuove strade che in altri Comuni sono già sostanzialmente una prassi.

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